Nuda in piedi al tuo cospetto.
Una tela bianca davanti a te.
Offerta, senza abiti che nascondano.
Senza alibi.
Senza inganni.
Sento il tuo sguardo, scruto il tuo viso per scorgere un sorriso, un cenno di ammirazione, di malizia.
Tu sei impassibile seduto su quella poltrona, ti muovi soltanto per cercare un reggicalze e porgermelo. Nero, niente pizzi o fronzoli, uno splendido tessuto opaco e prezioso, come te.
Prendi un paio di calze. Impalpabili. Le passi sulle tue labbra.
Sai che ogni tuo gesto mi fa tremare di desiderio. Senti il mio respiro rompersi quando mi carezzi le labbra con le calze, quando improvvisamente me le spingi in bocca e le fai bagnare con la mia saliva. Rimango ferma, con la bocca aperta, carezzando con la lingua le tue dita e le mie calze.
Le indosso una per volta, poggiando il piede sul bracciolo della tua poltrona, mostrandoti la mia carne bagnata. Le mie labbra aperte. La mia fica offerta a te.
Vuoi chiudere tu il gancio del reggicalze, lo fai con delicatezza e sicurezza. Mi fai sentire prepotentemente tua. Un brivido mi è sceso lungo la schiena, mi fa tremare e culmina con uno spasmo tra le cosce, una sensazione umida e calda. Sento che sto per colare lungo le gambe.
Ti accorgi del mio desiderio e sorridi. Sorridi come un bastardo. Sorridi come uno che comincia ad ottenere ciò che vuole. Che vede quella tela nuda prendere una forma consona. Che vede quella femmina nuda plasmarsi al tuo desiderio.
Passi un dito lungo la mia fessura, premendo sul clitoride e facendolo bagnare velocemente solo per piantarmelo in culo e altrettanto velocemente toglierlo.
Mi hai fatto fermare il cuore. Perdere i sensi.
Vorrei abbandonarmi al piacere ma so che hai altri piani.
Hai ripreso a scrutarmi. Mi guardi come fossi un tuo oggetto. La tua puttana. Stai valutando e scegliendo come mi vuoi.
Mi passi le scarpe. Stivali neri. Tacco altissimo, largo.
Me le fai indossare per farmi camminare di fronte a te. Nuda, reggicalze e stivali. Mi lascio guardare mentre cammino dondolando i fianchi.
Di fronte a te mi giro,scodinzolo davanti al tuo viso in offerta. Inarco la schiena.
So che stai guardando il mio culo incorniciato dal reggicalze, so che stai guardando fiero le mie mani che aprono il sedere, che ti mostrano il culo a tua disposizione, che lo aprono in segno di offerta.
Scodinzolo. So che resisterai ad ogni provocazione, che vuoi farmi impazzire di desiderio. So che mi vuoi eccitata e bagnata tutta la sera. So che mi vuoi puttana e che vuoi che io sia pronta per te in ogni momento.
sei una brava cagna
e mentre lo dici mi spingi nel culo il giocattolo che mi hai regalato, un piccolo regalo da tenere indossato tutta la sera.
sono una brava cagna
sento la tua mano togliere e affondare di nuovo il plug nel mio culo, ripetutamente, sempre più velocemente. Comincio a sciogliermi, sento dalla fica colare gocce sulle cosce, sento il mio respiro farsi affannoso, le labbra socchiudersi. Vorrei annientarmi in te, nel tuo desiderio, nel piacere che mi doni. Farò qualsiasi cosa per ringraziarti della cura che usi per me. Qualsiasi. Cosa.
Mi passi un abito. Ne scegli uno colorato, con la scollatura morbida. Lungo abbastanza da coprire a filo le calze. Corto abbastanza perchè piegandomi un po' possa incuriosire gli sguardi. Corto abbastanza perchè le tue dita possano rovistare tra le mie labbra ogni volta che vuoi.
Sono tua completamente.
Sono il corpo che accoglierà il tuo sperma, la mente che giocherà col tuo desiderio, sono la puttana per le tue perversioni e la cagna che userai per il tuo piacere.
Infili due dita tra le mie gambe, le sento scivolare dentro la carne, ti sento intrufolarti e frugarmi dentro. Mi spingi quelle dita dentro la fica fino in fondo, violandomi e scopandomi il culo con il tuo gioco allo stesso ritmo. Sento i muscoli tra le gambe stringerti le dita le poi arrendersi, so che ti sto inondando la mano di umori.
Continui a pomparmi e a farmi gemere e farmi implorare un orgasmo. Continui a far contrarre i miei muscoli sotto i tuoi colpi fino ad un attimo prima di esplodere.
Ti fermi improvvisamente lasciandomi il plug nel culo e togliendo la mano.
Il mio corpo è scosso dall'unico desiderio di averne ancora, di avere il tuo splendido cazzo piantato tra le gambe e di poter venire sotto i tuoi colpi
ti prego scopami
ti imploro. Tu spegni i miei gemiti mettendomi in bocca le tue dita. Le tue dita che hanno il mio sapore. Le lecco avidamente. Le succhio nella bocca come se fosse il tuo bellissimo cazzo. Le succhio come se potessi farti capire quanto vorrei sentire la tua cappella gonfia sulla lingua, sbattuta sulle labbra, spinta fino in gola.
Tu avvicini il tuo viso alla mia fica e senza sfiorarmi mi annusi. Inspiri profondamente ed espiri lentamente, sento il tuo alito caldo sulla pelle bagnata. Capisco che stai sorridendo, sei soddisfatto, fiero, compiaciuto
cominci ad avere un buon profumo, cucciola
e mentre lo dici la tua mano mi carezza la schiena e scende sul culo. La carezza per cui ogni punizione ha senso. Un gesto lento, carico di desiderio. Lo scultore che ammira la sua opera.
Sistemi con cura il mio vestito, controlli che il plug sia ben piantato nel culo, ti infili in tasca il mio perizoma e siamo pronti per uscire.
..nina.. tu me fai morì..
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