..mi sento molto attratta da un certo grado di sottomissione..
"la regola per il sesso è la stessa che i bambini usano per valutare un gioco: se dopo aver finito sei ancora pulito vuol dire che non ti sei divertito abbastanza"
mercoledì 16 aprile 2014
mercoledì 9 aprile 2014
domenica 6 aprile 2014
Il senso della punizione
Nuda in piedi al tuo cospetto.
Una tela bianca davanti a te.
Offerta, senza abiti che nascondano.
Senza alibi.
Senza inganni.
Sento il tuo sguardo, scruto il tuo viso per scorgere un sorriso, un cenno di ammirazione, di malizia.
Tu sei impassibile seduto su quella poltrona, ti muovi soltanto per cercare un reggicalze e porgermelo. Nero, niente pizzi o fronzoli, uno splendido tessuto opaco e prezioso, come te.
Prendi un paio di calze. Impalpabili. Le passi sulle tue labbra.
Sai che ogni tuo gesto mi fa tremare di desiderio. Senti il mio respiro rompersi quando mi carezzi le labbra con le calze, quando improvvisamente me le spingi in bocca e le fai bagnare con la mia saliva. Rimango ferma, con la bocca aperta, carezzando con la lingua le tue dita e le mie calze.
Le indosso una per volta, poggiando il piede sul bracciolo della tua poltrona, mostrandoti la mia carne bagnata. Le mie labbra aperte. La mia fica offerta a te.
Vuoi chiudere tu il gancio del reggicalze, lo fai con delicatezza e sicurezza. Mi fai sentire prepotentemente tua. Un brivido mi è sceso lungo la schiena, mi fa tremare e culmina con uno spasmo tra le cosce, una sensazione umida e calda. Sento che sto per colare lungo le gambe.
Ti accorgi del mio desiderio e sorridi. Sorridi come un bastardo. Sorridi come uno che comincia ad ottenere ciò che vuole. Che vede quella tela nuda prendere una forma consona. Che vede quella femmina nuda plasmarsi al tuo desiderio.
Passi un dito lungo la mia fessura, premendo sul clitoride e facendolo bagnare velocemente solo per piantarmelo in culo e altrettanto velocemente toglierlo.
Mi hai fatto fermare il cuore. Perdere i sensi.
Vorrei abbandonarmi al piacere ma so che hai altri piani.
Hai ripreso a scrutarmi. Mi guardi come fossi un tuo oggetto. La tua puttana. Stai valutando e scegliendo come mi vuoi.
Mi passi le scarpe. Stivali neri. Tacco altissimo, largo.
Me le fai indossare per farmi camminare di fronte a te. Nuda, reggicalze e stivali. Mi lascio guardare mentre cammino dondolando i fianchi.
Di fronte a te mi giro,scodinzolo davanti al tuo viso in offerta. Inarco la schiena.
So che stai guardando il mio culo incorniciato dal reggicalze, so che stai guardando fiero le mie mani che aprono il sedere, che ti mostrano il culo a tua disposizione, che lo aprono in segno di offerta.
Scodinzolo. So che resisterai ad ogni provocazione, che vuoi farmi impazzire di desiderio. So che mi vuoi eccitata e bagnata tutta la sera. So che mi vuoi puttana e che vuoi che io sia pronta per te in ogni momento.
sei una brava cagna
e mentre lo dici mi spingi nel culo il giocattolo che mi hai regalato, un piccolo regalo da tenere indossato tutta la sera.
sono una brava cagna
sento la tua mano togliere e affondare di nuovo il plug nel mio culo, ripetutamente, sempre più velocemente. Comincio a sciogliermi, sento dalla fica colare gocce sulle cosce, sento il mio respiro farsi affannoso, le labbra socchiudersi. Vorrei annientarmi in te, nel tuo desiderio, nel piacere che mi doni. Farò qualsiasi cosa per ringraziarti della cura che usi per me. Qualsiasi. Cosa.
Mi passi un abito. Ne scegli uno colorato, con la scollatura morbida. Lungo abbastanza da coprire a filo le calze. Corto abbastanza perchè piegandomi un po' possa incuriosire gli sguardi. Corto abbastanza perchè le tue dita possano rovistare tra le mie labbra ogni volta che vuoi.
Sono tua completamente.
Sono il corpo che accoglierà il tuo sperma, la mente che giocherà col tuo desiderio, sono la puttana per le tue perversioni e la cagna che userai per il tuo piacere.
Infili due dita tra le mie gambe, le sento scivolare dentro la carne, ti sento intrufolarti e frugarmi dentro. Mi spingi quelle dita dentro la fica fino in fondo, violandomi e scopandomi il culo con il tuo gioco allo stesso ritmo. Sento i muscoli tra le gambe stringerti le dita le poi arrendersi, so che ti sto inondando la mano di umori.
Continui a pomparmi e a farmi gemere e farmi implorare un orgasmo. Continui a far contrarre i miei muscoli sotto i tuoi colpi fino ad un attimo prima di esplodere.
Ti fermi improvvisamente lasciandomi il plug nel culo e togliendo la mano.
Il mio corpo è scosso dall'unico desiderio di averne ancora, di avere il tuo splendido cazzo piantato tra le gambe e di poter venire sotto i tuoi colpi
ti prego scopami
ti imploro. Tu spegni i miei gemiti mettendomi in bocca le tue dita. Le tue dita che hanno il mio sapore. Le lecco avidamente. Le succhio nella bocca come se fosse il tuo bellissimo cazzo. Le succhio come se potessi farti capire quanto vorrei sentire la tua cappella gonfia sulla lingua, sbattuta sulle labbra, spinta fino in gola.
Tu avvicini il tuo viso alla mia fica e senza sfiorarmi mi annusi. Inspiri profondamente ed espiri lentamente, sento il tuo alito caldo sulla pelle bagnata. Capisco che stai sorridendo, sei soddisfatto, fiero, compiaciuto
cominci ad avere un buon profumo, cucciola
e mentre lo dici la tua mano mi carezza la schiena e scende sul culo. La carezza per cui ogni punizione ha senso. Un gesto lento, carico di desiderio. Lo scultore che ammira la sua opera.
Sistemi con cura il mio vestito, controlli che il plug sia ben piantato nel culo, ti infili in tasca il mio perizoma e siamo pronti per uscire.
mercoledì 9 gennaio 2013
martedì 8 gennaio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
(...)
..così ora desidero il tuo splendido cazzo.
Turgido davanti al mio viso.
La vena che scorre lungo l'asta.
La sensazione della pelle liscia e umida sotto la mia lingua.
Desidero assaggiarti lentamente. Appagare la vista, il tatto, il gusto.
Desidero passare la tua cappella liscia sul mio viso, esitando sulle labbra, facendoti pregustare la mia lingua. Solo un istante. Un tocco leggero e caldo, umido.
Desidero morderti piano, scendendo lentamente sul tuo uccello fino alla sua base, e poi guardarti, osservare nei tuoi occhi il desiderio, ascoltare il tuo respiro più profondo, sentire il calore della tua mano sul mio viso.
Desidero stringere il tuo cazzo e succhiarti le palle. Ti piace, lo so.
Desidero vedere il tuo bacino muoversi un po' come se mi stessi già fottendo mentre poggio delicatamente la mia bocca sulla tua cappella. Premendo piano. Lasciandola entrare a poco a poco. La mia bocca calda che ti accoglie piano. Succhiarti appena.
Desidero sentire il tuo cazzo che mi riempie la bocca, che mi toglie il respiro. Desidero sentirti totalmente mio. Accoglierti fino in fondo. Vederti colare di saliva. Leccare.
Desidero sentire il tuo cazzo gonfiarsi ed esplodermi in bocca. Colarmi sulle labbra.
Desidero berti e continuare a succhiarti. Profondamente.
Sorriderti.
Ed ora continua pure il tuo lavoro.
lunedì 17 dicembre 2012
domenica 16 dicembre 2012
venerdì 14 dicembre 2012
brava bambina
Non riesco a togliere dalla mente la sensazione della tua mano che mi scivola sotto la gonna per carezzarmi. Una stretta tra le gambe ogni volta che indosso questo vestito. Ti sento ancora stringermi da dietro. Il tuo alito caldo sul mio collo. Il tuo sussurro
..brava la mia bambina..sei già bagnata
Ed intorno era ancora l'ora per un aperitivo, e il locale era ancora pieno di gente, e nessuno si era accorto di niente, ed io avrei voluto inginocchiarmi di fronte a te per mostrarti quanto può essere brava, la tua bambina.
Invece mi sono girata verso di te e ti ho sorriso. Tu mi hai carezzato le labbra con un dito. La tua pelle umida di me. E mi hai baciata, discretamente, leccandomi le labbra.
Tu sai quello che mi piace. Hai leccato le mie fantasie dalle pieghe più nascoste del mio corpo. Tu sai come eccitarmi. Io so cosa piace a te. Come farti gemere o come farmi desiderare.
Abbiamo preso della frutta con gli aperitivi. Ne abbiamo mangiata. Leccata. Succhiata. Dopo averla passata tra le mie gambe. Chiacchere inutili e sussurri perversi a coprire il vociare intorno.
E come ti piaceva spingere di più tra le mie gambe quel frutto mentre ordinavo un altro giro. O dell'altra frutta. Mentre ti pregavo di portarmi via. Di sbattermi su un tavolo. Di scoparmi.
E quanto ti è piaciuto vedere l'eccitazione nel viso del cameriere, quando ha intuito quello che mi stavi facendo. Mi scoprivi un po' le gambe e le carezzavi in modo provocante ogni volta che si avvicinava a noi e mi raccontavi fantasie su di lui e su di me. Sei perverso. Non posso fare a meno di te.
martedì 11 dicembre 2012
lunedì 10 dicembre 2012
Zitta e buona
Voglio solo sedermi qui. Sul tavolo, di fronte a te.
Ti giuro che me ne starò zitta e buona mentre poggerò i piedi sui braccioli della tua sedia. E rimarrò in silenzio anche osservando il tuo sguardo che segue il mio dito quando carezzandomi le gambe tirerò su la gonna. Mi piacerà ascoltare il tuo respiro, sentire i tuoi occhi sulla pelle. Mi piacerà intuire i tuoi pensieri perversi seduto di fronte alle mie cosce aperte.
Voglio solo toccarmi un po', e godere della mia mano che corre tra le mie gambe,delle dita che si inumidiscono tra le labbra, che giocano sul clitoride.
Sorriderò maliziosa e silenziosa quando ti stringerai il cazzo nella mano .
Ti voglio eccitato. Voglio che tu mi guardi mentre con due dita mi tocco e mi apro un po' la figa. E' una promessa, un invito, ma non subito, non ora. Ora continua a toccarti e annusami quando alzerò il bacino per avvicinarmi alla tua bocca. Continua a toccarti fino a scoppiare e sporcami addosso, sulle mani, sulle gambe, sulla figa.
Ed ora avvicina il tuo viso e leccami. Succhiami. Mordimi.
Lascia che la mia mano prema il tuo viso tra le mie gambe. Lasciati bagnare di piacere. Lasciati scopare la bocca come mi piace.
(...)
Soave bocca errante
in superficie fino a trovare il punto
ove t'aggrada cogliere il frutto a fuoco
che non sarà mangiato ma fruito
finché non s'esaurisce il succo caldo
e lui ti lascia, o tu lo lasci, flaccido,
ma rugiadoso di bava di delizie
che frutto e bocca si permettono, dono.
Bocca soave e saggia,
impaziente di succhiare e segregare
intero, in te, il tallo rigido
ma folle di piacere al confinarsi
nel limitato spazio che tu offri
al suo volume e getto appassionati,
come puoi diventare, così aperta,
ricurvo cielo infinito e sepoltura?
Soave bocca e santa,
che piano piano vai sfogliando la liquida
schiuma del piacere in muto rito,
lenta-leccante-lecchillusoriamente
legata alla forma eretta quasi fossero
la bocca il frutto, e il frutto la bocca,
no, basta, basta, basta, basta bermi,
uccidermi e, da morto, vivermi.
So già cos'é l'eternità: é puro orgasmo.
foto: adultest
venerdì 7 dicembre 2012
giovedì 6 dicembre 2012
Prendimi per il culo
Ci sono cose che per essere fatte devono essere fatte bene.
Leccare una figa, baciare o scopare un culo. O si sa fare oppure meglio lasciar perdere.
Non mi è mai piaciuto il sesso tanto per fare, non sono d'accordo con chi dice "è tutta ginnastica" e non credo che l'atto, il gesto o la pratica siano eccitanti o meno di per sè.
Ci sono uomini che rendono eccitante sfilettare il pesce (che dio benedica "mani d'oro" al reparto fresco del supermercato qui sotto) e altri che qualsiasi cosa facciano sono meno provocanti di una confezione di prugne secche.
Ci sono uomini che quando baciano raccontano di desiderio, assaggiano ogni lato perverso, gustano il momento, promettono passione.
Ci sono uomini che sanno far languire una donna anche solo respirandole tra le cosce, anche solo leccando leggermente attorno al clitoride. Titillare, succhiare, mordere. Ci sono uomini che sanno far godere con tocco leggero, altri con più decisione... e dio, come mi piace.. ci sono uomini che si leccano le labbra con il viso bagnato di orgasmo.
Inondare il viso del mio uomo mentre lui continua a godermi e a scoparmi la figa con la bocca è, probabilmente, tra le cose più eccitanti.
Ma è innegabile.. bisogna saperlo fare. Credo che tutti abbiamo ricordi indelebili di almeno una volta in cui avremmo voluto avere il coraggio di dire "ti prego, BASTA".
Se poi si parla di culo, lasciatemelo dire, sono veramente una minoranza gli uomini che possono orgogliosamente dire di sapere come si prende una donna per il culo.
Credo sia per questo che alcune donne sono reticenti... Per carità non voglio dire che sia sempre colpa dell'uomo, ma se queste donne avessero provato il brivido della lingua che gioca, delle dita che carezzano il culo. Di un uomo che sa come non farti sentire dolore e che sa come fartelo sentire. La sensazione della sua cappella liscia che ti entra dentro, spingendo ...inculami... Il desiderio di volerne di più, di volerlo sentire tutto. Sentirti sua, totalmente. Sentirti la sua puttana e la sua regina al tempo stesso. Desiderare ogni suo colpo ...dammene ancora... sentire il suo cazzo gonfiarsi subito prima dell'orgasmo e di riempirti il culo ...non fermarti ora... Volerne ancora, goderne ancora, il suo sperma che comincia a colare sulle cosce.
Riflessioni grazie a Cunny Honey e a Moglie Annoiata
Immagini dal Cagnaccio
domenica 16 settembre 2012
dire, fare, provocare
..e poi ci sono i giorni in cui l'aria è tesa. Inquieta più che altro.
Anche lo spazio attorno diventa percepibile, come quando si è immersi nell'acqua, e possiamo sentire ad ogni movimento, la pressione, la carezza dell'acqua sul corpo.
E' una sorta di stato di vigilanza, in cui i sensi sono attivi, pronti al loro effetto in seguito ad ogni minima causa.
Cogliere ogni sguardo. Ogni sussurro. Seguire ogni tocco sulla pelle come al rallentatore. Pieno.
I pensieri sono iper-lucidi, colorati di quella follia appena percepibile. Quella follia che rende possibile perdere il controllo, volontariamente.
Una follia estatica.
O orgiastica, dipende dalle situazioni.
Dire, fare, provocare. Immaginare.
Così ieri il tuo sguardo ha improvvisamente spento lo stato di noia dovuto alle troppe ora passate in treno. Le tue labbra dicevano
..hai solo sete..
ed eri così vicino che potevo sentire il tuo alito sulla pelle. Ti ho immaginato dirmi le stelle parole, in piedi di fronte a me. Ma ho cacciato il pensiero mentre ti chiedevo
una bottiglietta di naturale, per favore
I tuoi occhi nei miei, a scavare fino in fondo. Hanno forse visto il mio desiderio? Mi hai visto inginocchiata di fronte a te? Hai immaginato la mia mano stringerti il cazzo? La mia bocca socchiudersi? Hai desiderato le mie labbra sempre più vicine alle tue palle? Il tocco umido della mia lingua risalire sulla tua pelle e bagnarti la cappella? I miei occhi puntati sui tuoi.
Hai detto
sei bella. Senza trucco sei bella.
Ti ho sorriso. La tua voce. Il tuo accento che racconta il sole del Golfo e il vociare dei Quartieri. Stavi guardando la forma del mio seno. Potevo sentire dove lo sguardo si poggiava. Poteva essere la tua mano a carezzarmi, a stringermi, a seguire ubbidiente il percorso della vista. Poteva essere la tua bocca a mordermi il capezzolo, ad assecondare il tuo desiderio, su questo ci scommetto, di vedere il mio viso eccitato e di vedermi negli occhi il desiderio di avere di più.
Devi aver intuito quel desiderio quando hai di nuovo avvicinato il tuo viso e mi hai baciata sulle guance, talmente vicino da sfiorare la tua bocca con la mia. Talmente vicino da poterti leccare le labbra. Talmente vicino da poterti sussurrare
scopami
Avrei voluto sentire la tua mano prendermi e avvinarmi a te, avrei voluto sentire il tuo cazzo gonfiarsi mentre mi tieni vicina. Avrei voluto che tu mi girassi, mettendomi di schiena, dietro al tuo bancone. Avrei voluto sentire la tua mano aprirmi i pantaloni, scivolare tra le mie gambe. Sentirmi bagnata. Avrei voluto sentire le tue dita affondarmi nella fica mentre il respiro si interrompe per dar modo al corpo di gemere. Avrei voluto sentirti dire che sono una maiala mentre sfili la mano dalle mie cosce per farmela leccare prima di abbassarmi i pantaloni e premere la mia schiena sul bancone del caffè. Avrei voluto sentire la tua cappella premere e poi entrare fino in fondo, con decisione. 'Scopami'.
E poi scopami ancora. Scopami profondamente, fammi sentire il tuo cazzo fino in fondo. Fammi godere.
Ti ho salutato e sono tornata al mio posto. Il treno semivuoto, di notte. Il dondolio costante. La voglia di sedermi su di te, su questo sedile, e cavalcarti fino a farti impazzire.
Stringo le gambe. I fianchi dondolano leggermente, assecondano i pensieri. Sento le mutandine inumidirsi e mi eccito di più. Nel silenzio sento il mio respiro.
La mia mano sotto i pantaloni, con le unghie carezzo la stoffa delle mie mutandine sul clitoride e scendo ancora, fino alla piccola macchia umida che si comincia ad allargare. Ho voglia di godere, su quel treno, in quella carrozza semivuota.
Premo con il palmo della mano sul clitoride e comincio a massaggiarmi. Ho voglia di toccarmi e bagnare la mia mano pensando a te, pensando al tuo sguardo mentre sono sopra di te, alle tue mani che mi stringono i fianchi e mi guidano.
Stringo il clitoride con le dita, mentre i fianchi dondolano ancora. Un brivido lungo la schiena. Sposto le mutandine. Sento le grandi labbra calde e bagnate. Voglio godere.
lunedì 28 novembre 2011
sabato 26 novembre 2011
venerdì 25 novembre 2011
Me, myself and I - parte III
..e poi c'è C.
ogni donna dovrebbe avere il culo di incontrare un C nella vita!
Lui è la proiezione in carne ed ossa delle mie perversioni. Con un buon 30% in più.
Appuntamento al buio dopo ore di chat e fiumi di umori colati tra le gambe, lui mette subito le cose in chiaro: dopo un caffè mi porta in un parco e infila la sua mano tra le mie gambe, affonda nella mia carne. Il messaggio era chiaro, arrivato forte e chiaro::"Io sono un maiale, tu -come vedi - sei una gran porca e qui si fa come dico io".
Con C il sesso è perverso, al limite, a volte divertente, bizzarro, mostrato, nascosto, solleticato. Le fantasie possono scorrere libere. Posso immaginarti dietro un bel culo vergine (lo so, una rarità alla nostra età, ma si tratta di fantasia, no?), intento nell'osservare il mio dito medio infilarsi un po', osservare le mie mani e le mie labbra preparare il tuo terreno da gioco. Lasciarti succhiare le mie dita prima di ricominciare a giocare col suo culo. Per i tuoi occhi. Per vedere la tua eccitazione montare. Immagino il tuo cazzo gonfiarsi. Una tua mano stretta attorno. Ti immagino puntare la cappella sul suo buco, il suo viso dice solo "inculami ti prego". Ti guarderei spingere. Nei suoi occhi dolore, stupore e piacere; nel tuo viso quel mezzo sorriso di compiacimento, perversione ed eccitazione; godrei ogni istante di queste immagini, al rallentatore. Vederti cavalcare, il suo culo che si allarga attorno al tuo cazzo. Ascoltarla godere e ansimare dal dolore. Vederti provocare ogni sospiro, calibrare ogni colpo in modo da provocare l'effetto che vuoi. Falla godere. Fallo come vuoi, e poi voglio il mio. Voglio sentirti venire dentro di me, voglio essere presa da dietro e sbattuta a lungo e profondamente, voglio sentire il tuo cazzo gonfiarsi dentro. Voglio sentire la tua sborra, la voglio sentire colare dal culo, voglio sentire la lingua della ragazza raccoglierne ogni goccia, la voglio sentire leccarmi la figa, succhiare le labbra, mordicchiare il clitoride.
In altre fantasie mi dici "..esco e quando torno voglio che tu mi mostri quanto sei porca",
ed io ti ubbidisco. Ti immagino tornare con il cazzo in mano, mi immagino in piedi, con le gambe un po' aperte ed il vestito tirato su. La faccia di un ragazzo tra le mie gambe, la mia mano sulla sua testa per indirizzare il mio piacere.
Di nuovo il tuo sorriso compiaciuto e perverso, mi fai girare la testa.
Il ragazzo continua a scoparmi con la bocca e comincia carezzarti sulle palle, le sue dita salgono, ti afferra saldamente il cazzo. La mia mano è ancora sulla tua testa, lo sposto verso di te, voglio vedere la sua lingua sulla tua pelle, voglio vederlo succhiarti.
Toccami mentre ti ingrossi nella sua bocca. Fammi sentire come ti stai eccitando.
Toccami mentre ti ingrossi nella sua bocca. Fammi sentire come ti stai eccitando.
Fammi vedere ancora quel sorriso. Compiaciuto. Perverso.
Voglio averti. Voglio avervi. Voglio sentirmi piena di voi, voglio sentirmi mormorare di piacere, voglio sentirmi una gran maiala. Voglio sentirmelo dire.
Ti ho immaginato in molti modi, compreso seduto di fronte a me, semplicemente godendoti i suggerimenti delle mie mani, che giocano a farti impazzire di desiderio a volte esaudendo le tue richieste, toccarmi secondo quello che vorresti fare o vedere tu, altre volte mostrandoti quello che vorrei io, come lo vorrei, per quanto tempo.
..e il tuo sorriso.. dio mio, immaginare di affogare quella tua espressione tra le mie gambe, cavalcioni sul tuo viso inondarti del mio piacere.
Sorrido anch'io cavalcando la tua faccia, scopandomi la tua bocca, la lingua, il tuo viso.
giovedì 24 novembre 2011
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