lunedì 21 novembre 2011

Me, myself and I - parte I ovvero: nella vita ci vuole culo


alcuni ritengono che alle donne siano concesse solo fantasie erotiche light. Condite sempre con quel non so che di "eterno", "etereo". Raccontate con proprietà di linguaggio, ricche di metafore ed evocazioni, malizia intravista. E forse - ma rifletteteci bene - questo è quello che raccontiamo a voi, o meglio, questo è come la raccontiamo a voi. Dopo aver passato la censura della decenza e dopo aver ammorbidito la forma. Dopo aver tagliato qua e là ed aver cercato alcune manciate di sinonimi. Dopo averci riflettuto bene. Ma se le fantasie potessero essere raccontate avrebbero più colore e contrasto, sarebbero decisamente meno romantiche, l'odore non sarebbe quello delicato della viola, ma quello pungente di un orgasmo. Mica parlo per tutte, ma decisamente per me sì!



Credo che sia esperienza comune quella di chiudere gli occhi ed abbandonarsi, autore-regista-attore-spettatore, alle immagini della nostra personale fantasia. Ed è tutto perfetto, la situazione, le parole , i gesti e  la perversione.. Personalmente ho anche dei  protagonisti ai cui ricordi lego le mie fantasie, ognuno assolutamente perfetto per qualche caratteristica. Ognuno è il simbolo di un mio lato più spinto. Sono loro a cui affido i desideri mai detti, in qualche modo donando la mia parte più vera perchè nascosta. Il mio segreto più intimo.

Di sicuro c'è P.

In alcune fantasie la prima immagine è P al supermercato intento a scegliere frutta e verdura. Valutarne l'aspetto, la freschezza, soffermarsi sulla forma e sulla consistenza. Ingannare  con il suo bel viso pulito. Chiunque avrebbe pensato ad un bravo ragazzo che ha imparato dalla mamma o dalla moglie a fare la spesa.Invece i suoi pensieri erano più concentrati sullo scegliere se iniziare la serata scopandomi con un ortaggio o con un frutto. P mi fa impazzire, letteralmente. Il solo pensiero del suo viso, acceso dal desiderio, mi provoca una fitta di eccitazione. Non farebbe differenza, ma P ha anche un corpo perfetto.  Lui sa farmi sentire assolutamente unica, è il tipico uomo che sa solleticare i giusti tasti per rendermi davvero perversa.
Il motivo, però, per cui P è spesso nei miei pensieri, è per come - non c'è altro modo di dirlo - sa inculare una donna. per come sa inculare.. me. Ammetto di pensare spesso e molto volentieri a me, vestita solo con un paio di stivali, cavalcioni su di lui, seduto su una sedia. Penso alla sua cappella posata sulla mia pelle bagnata, sento la sua mano indirizzarla sul mio culo, senza premere, mentre guarda la mia mano giocare col clitoride. 
Uno sguardo malizioso. Come godrei, se guardandolo ancora, i miei fianchi cominciassero a muoversi un po' in su, la schiena dritta, avvicinando il mio seno al suo viso...lasciargli prendere un capezzolo tra le dita, lasciare che lo stringa, che lo succhi..dolore e piacere con la stessa intensità. 

Colo sulle cosce. 

Se ne accorge e si eccita di più. Scendo, lentamente, sul suo cazzo. Lo sento premere e farsi strada, continuo - la salivazione a mille - a scendere e a guardarlo. Fino la cappella, poi tornare su, solo un po'. Sorridere maliziosa passandomi due dita tra le gambe, tra le labbra bagnate e ansiose di godere e poi sulle sue labbra, godendo della sua lingua, osservandola leccare le mie dita come se fosse la mia fica. Le sue mani sui miei fianchi tirano giù, ha voglia di prendermi, di entrarmi dentro fino in fondo, di farmi godere, di riempirmi il culo. Ho voglia anche io. Ho voglia di prenderlo, di sentirmi totalmente sua. Il respiro si fa più profondo ed inarco la schiena. Lo sento scivolarmi dentro, entrare un po' di più ad ogni dondolio dei fianchi, ed ogni volta che avvicino i miei ecco un colpetto dei suoi. Sempre più profondamente fino all'ultimo colpo - dammene ancora - 
fino ad averti dentro di me - dammene ancora - 
lasciarti venire dentro - riempimi -, sentirmi colare. 
Scoparti. Scoparmi. Lasciarmi scopare.

(...)

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