Spesso, nelle mie fantasie, c'è D.
Poco da dire, immaginare di re-incontrare un amichetto delle colonie estive in tempi preadolescenziali e trovarsi in un angolo buio in pieno centro con la sua mano tra le mie gambe ha un che di perverso senza scomodare la fantasia. L'eccitazione per le persone che potevano vederci. In quei momenti mi rendo conto di aver perso la ragione, che potrei fare di tutto, lasciarmi fare di tutto.
Ti immagino alzarmi la gonna in una di quelle vinerie che piacciono a te, sentire la tua mano che sfiora delicatamente l'interno delle cosce e salire fin su. Un brivido quando il tuo dito scivola sulle mie mutandine. Immagino con te un viaggio di lavoro, abiti da farmi togliere e situazioni imbarazzanti per provocarti. Ti immagino toccarmi e scoprirmi solo per lasciar sbirciare un ignaro spettatore, ti immagino godere della sua eccitazione nel guardare la tua mano che mi carezza sul sedere, lasciando che li vestito si alzi un po', malizioso.
Esteta. Voyeur. Esibizionista.
Immagino di sentire la tua voce sussurrata vicino l'orecchio - il tuo respiro tiepido sul collo - "..maiala..".
Ti risponderei solo "..non sai quanto", guardandoti in faccia, immaginandoti gonfio.
Provocarti al punto che vorrei vedere, dietro ogni frase socialmente accettabile detta dalle tue labbra, la voglia di prendermi, girarmi sul bancone e scoparmi, detta da tutto il resto del tuo corpo.
Sì, ti provocherei parecchio, ti lascerei sporcare i miei abiti e la mia pelle..

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